Chi era Dom Franco?

Dom Franco Masserdotti è stato per molti anni un punto di riferimento e la guida spirituale di molti; oggi la sua assenza spinge le persone che prima gli erano vicine ad esserlo ancora di più, nel desiderio di continuare ad aiutare. Perché tutti abbiano vita.



Il 17 settembre 2006 è tornato alla casa del Padre.

Dom Franco Masserdotti è morto il 17 settembre 2006 a seguito di un incidente in bicicletta avvenuto nei pressi di Balsas.

Riportiamo in questa pagina alcuni messaggi ricevuti e pubblicati in questa triste occasione, messaggi di solidarietà e di speranza, messaggi che hanno aiutato gli amici a rialzarsi e a ricominciare.

»il funerale di Dom Franco a Balsas, 19 settembre 2006

Riceviamo e pubblichiamo queste note pervenuteci da un amico del Consiglio Indigenista Missionario che ha partecipato al funerale di Dom Franco a Balsas.

Affetto e solidarietà caratterizzano il funerale di Mons. Franco

Oggi, alle 9 del mattino del 19 di settembre, presente in modo massiccio, la gente della città di Balsas, dove viveva Mons Franco Masserdotti, è stato celebrato il funerale e la sepoltura di Mons Masserdotti.
La cattedrale straripava di gente e molte persone hanno dovuto partecipare alla celebrazione sul piazzale antistante alla chiesa. A fianco della gente della città sono pervenuti anche i famigliari.
Gli indios Apinaje hanno dimostrato la loro partecipazione al dolore attraverso la celebrazione di un loro tradizionale rituale funebre nel quale hanno offerto farina di manioca e pane.
E' stato un funerale segnato dalla solidarietà e dall'affetto della gente della città e della diocesi. La stessa solidarietà e lo stesso affetto che hanno caratterizzato la vita di Mons. Franco.

Consiglio Indigenista Missionario
19 di settembre 2006

»21/10/06: Torino ricorda Dom Franco

L'amico Giorgio Maiocchi ci racconta la celebrazione del 21 ottobre a Torino.

"Sabato 21 ottobre scorso nella Chiesa dell'Istituto Missioni della Consolata è stata celebrata una Santa Messa in suffragio di Dom Franco presieduta da Sua Eccellenza Dom Mario Rino Sivieri, Vescovo di Proprià (Brasile), che ha avuto come concelebranti Padre Francesco Bernardi, direttore della rivista "Missioni Consolata"; Don Silvio Ruffino, collaboratore di Dom Franco in Brasile per alcuni anni; Don Giuseppe Zorzan, parroco di Castiglione Torinese; e Don Silvio Cora, cancelliere della Curia di Torino. Ha partecipato alla commemorazione anche Don Fredo Olivero, Direttore dell'Ufficio Diocesano della Pastorale dei Migranti. Tutti i Sacerdoti amici ed estimatori di Dom Franco, la cui morte ha sollevato in tutti loro profonda emozione. Non hanno potuto essere presenti a questa celebrazione, perchè chiamati ad urgenti impegni pastorali, Sua Eccellenza Monsignore Aldo Mongiano, Vescovo emerito di Roraima - Boa Vista, predeccesore di Dom Franco alla Presidenza della Commissione Indigenista, e Sua Eccellenza Dom Adriano Cioccà Vasino, Vescovo di Floresta, che si ripromettono di celebrare nella stessa sede una Santa messa di suffragio."

»ciao padre Franco

Questa è la lettera che l'Associazione ha voluto scrivere a Franco per salutarlo e ringraziarlo.

Ciao Padre Franco.
Abbiamo ancora nelle orecchie le battute felici che ci siamo scambiati insieme agli amici nel corso della lunga telefonata, la settimana scorsa, per festeggiare il tuo compleanno.
Ora, ci sembra di sentirli i tuoi commenti mentre leggi i messaggi che arrivano da tutta Italia sul sito della tua Associazione. C'e' tanta gente che ti vuole bene!
Quando sei partito per la prima volta verso il Brasile, nel febbraio del 1972 a bordo della nave, due giorni prima di arrivare, ci scrivevi: "Non importa se avremo molti traguardi vistosi da mettere in comune, almeno metteremo insieme la sincerita' con noi stessi, il nostro desiderio di essere nella comunione, la nostra speranza..."
Caro Franco, ora tu metti in comune il traguardo della tua vita che è scorsa accanto a noi e ci ha accompagnato come un punto fermo, sicuro e consolatorio per tutto questo tempo.
Hai lavorato tanti anni senza mai gridare le tue proposte, ti sei sempre impegnato a testimoniarle e sussurrarle a tutti quelli che hai incontrato.
Lo hai sempre fatto con il rispetto, cercando le ragioni degli altri.
Hai percorso la tua strada come "un viaggio meraviglioso" seminando bontà e comprensione.
Tutti noi ne vediamo i frutti soprattutto là fra la tua gente del nord est brasiliano.
Grazie Franco, grazie per la tua generosità.
Grazie per la tua prudenza e per il tuo rigore.
Grazie per averci sempre richiamati sottovoce.
Grazie per la tua dedizione e per le ore di sonno perse.
Grazie per non aver mai voluto palesare la tua stanchezza, anche se noi ce ne accorgevamo perche', quando non ne potevi più e la testa ti scoppiava, ti arricciavi nervosamente i capelli.
Grazie per il tuo saper fare che è sempre venuto prima del tuo, seppur eccellente, saper dire.
Grazie per la tua proposta di vita.
Grazie della tua bontà.
Adesso ci sembra di sentirti dire che tocca a noi darci un po' piu' da fare quaggiu' per i tanti progetti che hai avviato, perche' tu ora sei impegnato a darci una mano da lassu', dove, ne siamo certi, ti trovi bene.

»cosa facciamo adesso?

La scomparsa di Dom Franco ha comportato il venir meno del meccanismo della rete che tanto aveva contribuito in passato.
Con questa lettera, pubblicata alla fine di settembre 2006, l'Associazione si interroga sul da farsi.

Cari amici,
E' con molta fatica che provo ad esprimere alcuni pensieri cercando di rispondere con poche parole alla domanda che tutti noi ci siamo posti in questi giorni:
Cosa facciamo adesso, senza padre Franco ?
Certamente sarà insostituibile il suo modo formidabile di fare rete tra tutti noi, sparsi un po' dappertutto ed appartenenti a diversi gruppi/associazioni più o meno spontanee.
Certamente nessuno riuscirà a far sentire ognuno di noi importante e particolare, coinvolgendoci così come era capace di fare Lui.
Certamente nessuno di noi sarà capace di richiamarci all'impegno ed alla responsabilità con la credibilità di Franco.
Proprio per tutto questo ora è necessario uno sforzo per "provare" a proseguire da soli nelle azioni di sostegno ai progetti della Diocesi di Balsas.
Penso che sia questo che Franco ci chiede. In questo momento non so immaginare se avremo la capacità di fare un lungo o breve percorso. So che possiamo provarci anche senza la presenza fisica di Franco perchè la sua maggior forza è sempre stato il Suo Pensiero ed il Suo Spirito, che certamente non ci farà mancare ora. L'Associazione cercherà di essere luogo reale nella sede di Trento e virtuale sul sito Internet per mantenere e ravvivare i contatti, proporre progetti ed iniziative a tutti gli amici sparsi per l'Italia. C'è bisogno del contributo di idee e della collaborazione di tutti per mantenere in piedi la nostra capacità di "essere" e "fare" gruppo perchè l'Associazione sarà sempre -volutamente- una "struttura debole" dal punto di vista burocratico e delle sua possibilità di autoreferenziazione. Stiamo tutti aspettando di sapere in che modo la Diocesi di Balsas proseguirà il cammino di Dom Franco e Dom Rino.
In attesa di questo e di poterci riorganizzare adeguatamente, prego tutti di voler utilizzare i mezzi che ritengono più opportuni (posta, telefono, e-mail) ma, in particolare, il sito Internet per mantenere i contatti, mandare messaggi e proposte. Sarà questo, il modo migliore (e l'unico possibile per ora) per stringerci attorno al pensiero di Franco, con gli stessi sentimenti e tensione emotiva della Celebrazione di Domenica scorsa e provare a programmare un impegno di prospettiva.
Dobbiamo provarci. Poi, si vedrà.
Cordialità,
Marco